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INTERVENTO IN OCCASIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE SOLENNE PER I NOVANT'ANNI DELLA CITTA' DI IMPERIA


In un consiglio Comunale, forse, mai così partecipato, il Capo Gruppo Riccardo Ghigliazza, ha voluto ricordare i 90 anni della nostra Imperia, visti sotto l'ottica storico socialista e con lo sguardo di cittadino imperiese.
Questo il testo:
"Signor Sindaco, Signor Presidente del Consiglio, Signori Assessori, Signori Consiglieri, Autorità religiose, civili e militari, e cittadini tutti,
siamo qui oggi impegnati a ricordare e a festeggiare i 90 anni della Città di Imperia. 
E ci piace iniziare con un preciso riferimento storico:

Nella Premessa del volume di Lucetto Ramella dal titolo “L’unificazione di Porto Maurizio ed Oneglia” si legge testualmente:

1908: 10 gennaio. I due consigli comunali, retti entrambi dai socialisti, votano un uguale ordine del giorno in cui, viste “le comunanze di interessi” e nell’intento di raggiungere “le supreme finalità” costituite dalla ferrovia col Piemonte e il porto unico, si autorizzano i Sindaci a fare formale domanda al governo del Re “perché decreti l’unione di Porto Maurizio e di Oneglia in un'unica Città che prenderà il nome di Imperia”
Non ci soffermiamo sul perché quest’unione non ebbe immediata esecuzione perché lo dice la storia, ci basti ricordare che l’idea di una città nuova non nacque da un’esigenza amministrativa, ma fu un’intuizione che già a fine 800 spinse a pensare per Oneglia, Porto Maurizio, Castelvecchio e le attuali frazioni, un futuro unito.
Già allora si capiva che i campanilismi non portavano a nulla, ma che c’era un domani per il nostro territorio solo se si riusciva a coniugare grandi idee di sviluppo a grandi idee di solidarietà ed unità di intenti.
Vogliamo anche ricordare l’importante tessuto produttivo che caratterizzava la nostra città: dai porti commerciali che intrattenevano traffici con tutto il mondo, ai molini del grano, ai pastifici, alle ferriere per arrivare alla raffinazione e al commercio dell’olio di oliva, grande vocazione del nostro territorio.
Purtroppo la Città ha subito nella crisi degli anni 30 e nel dopoguerra, specificatamente a partire dagli anni 60, una progressiva de industrializzazione, che è stata solo sostituita dal terziario delle strutture decentrate dello Stato.
La Città non è stata capace di sviluppare la vocazione turistica e commerciale che avrebbe potuto impedire il declino della nostra economia.
Oggi la sfida per il nuovo millennio è proprio questa: essere all’altezza delle grandi intuizioni dei due sindaci di allora, i socialisti Gazzano e Gandolfo, e saperle tradurre nel nostro presente con un’aspirazione: quella di ridare un futuro e una speranza alla nostra città, ai nostri giovani.
Il porto, i collegamenti col Piemonte, sono elementi decisivi e ancora irrisolti e voglio ricordali insieme, perché sul nostro mancato sviluppo tanto ha pesato la debolezza delle nostre infrastrutture.
Ma a questo dobbiamo aggiungere la capacità di cogliere le enormi potenzialità ambientali, quelle della pista ciclabile, la valorizzazione della dieta mediterranea, il tutto legato da autostrade informatiche che ci sappiano mettere in rete, ed abbattere con queste, le barriere strutturali che tanto ci limitano.
Nel salutare, già come nostri concittadini, Giuseppe Conte e Cristiano Chiavegato la cui presenza ci onora, voglio chiudere il mio breve intervento in questa giornata di festa con un auspicio e un augurio:
L’auspicio è che il nostro lavoro amministrativo e quello del sindaco Carlo Capacci riescano a ridare un futuro e una speranza alla nostra città.
L’augurio va alle giovani generazioni: perchè invece di cercare altrove il loro futuro possano trovalo ad Imperia, con la speranza di arrivare ad avere una città dove gli imperiesi, anche quelli in Italia e nel mondo, possano e vogliano tornare a vivere per costruire lì il loro domani ".

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