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CONSIDERAZIONI SULL'ANNO APPENA TRASCORSO.

Si chiude per Imperia, la sua provincia, il suo territorio un altro anno difficile e impegnativo. La crisi che attraversa il Paese non lascia indenne la nostra città e l’estremo Ponente Ligure che deve ancora pagare il prezzo di decenni di scelte sbagliate o mancate e di una politica lontana dalle persone e dal bene comune.
La strada intrapresa un anno e mezzo fa dalla giunta Capacci sembra però essere quella giusta per mettersi alle spalle questa triste e pesante eredità. Com’è noto, l’amministrazione si è trovata ad affrontare in questi diciotto mesi questioni figlie degli errori del passato. Al contratto Tradeco che rivelò da subito i suoi limiti ai cui effetti negativi il Sindaco e l’assessore Podestà generosamente cercano di porre rimedio pressochè ogni giorno, si sono aggiunte la questione Agnesi, il venire al pettine i nodi di una politica basata sull’aggiramento furbesco delle norme con Seris, e si è fatta più incombente la drammatica vicenda del porto turistico.
Nodi irrisolti e difficili da gestire per l’amministrazione imperiese che, seppur tra mille difficoltà, li ha saputi affrontare. Il progetto dal Parasio al mare grazie all’intervento dell’assessore Zagarella, è diventato qualcosa di adeguato alla realtà urbana e alla sua vocazione. E’ di questi giorni la notizia che, grazie all’impegno in prima persona del sindaco Capacci e del presidente Burlando, la storica fabbrica imperiese e con essa i suoi tanti operai intravedono un futuro di speranza.
La determinazione del Sindaco nell’affrontare l’intricata vicenda del porto è poi paradigmatica di quanto sia deciso l’atteggiamento del primo cittadino e della sua giunta. Il porto torni alla città è la parola d’ordine e i fatti, dalla creazione della “Go Imperia” in avanti, ne sono la più evidente dimostrazione.

Ci preme inoltre evidenziare come in un periodo di forte disagio e di disgregazione sociale, l’amministrazione non si sia lasciata prendere da un facile qualunquismo ed abbia adottato significativi provvedimenti anche sotto il profilo della trasparenza e dei diritti civili, temi che ci stanno particolarmente a cuore. Dalla fermezza del sindaco di fronte alla psicosi del “campo profughi”, alla ricerca di un dialogo con le comunità straniere grazie anche all’iniziativa dell’assessore De Bonis, all’avvio del processo di realizzazione di un bilancio sociale fino all’apertura, condivisa con le minoranze più aperte, alle “unioni civili".
Segnali questi che ci piace intendere quantomeno come concausa della piccola risalita di Imperia nella graduatoria delle città italiane capoluogo di provincia, dall’ 87° posto dell’anno scorso la nostra città guadagna undici posizioni nella classifica annuale di Legambiente. Si è ancora in notevole ritardo ma la strada, come detto, è quella giusta.
Viceversa un altro rilievo statistico di fine anno non può che lasciare tutti con l’amaro in bocca. La Provincia di Imperia, secondo l’autorevole Italia Oggi, registra uno sconcertante quint’ultimo posto tra le province italiane in fatto qualità della vita: 105 su 110 province, ultima tra le province dell’intero nord Italia. Questo drammatico dato evidentemente figlio delle pessime politiche degli ultimi decenni, con ultime ma certamente non con minori responsabilità le amministrazioni Giuliano e Sappa, che hanno portato il bilancio dell’ente provincia allo stato di dichiarato pre-dissesto. Tale trend negativo non poteva del resto essere già invertito dalle politiche del capoluogo e da quelle delle vicine Sanremo e Ventimiglia anch’esse da pochi mesi tornate alla normalità amministrativa con i sindaci Biancheri e Ioculano dopo il macigno delle note vicende legate anche alla criminalità organizzata.
Parrebbe quindi esservi poco da festeggiare a fine anno, ma anche alla luce della nostra volutamente breve sintesi, crediamo di poter sostenere che la fiamma della speranza per Imperia e il suo territorio non si è spenta. Essa è tenuta accesa da chi amministra e da chi crede ancora in una possibilità di riscatto per uno dei luoghi più belli dell’intero Paese. Il nostro augurio quindi non può che essere rivolto a tutti coloro che credono al cambiamento e al rinnovamento della politica, a tutti quelli che amano Imperia e che credono nella possibilità di dare un futuro ai nostri giovani.Agli altri, l’augurio di cambiare idea o, quantomeno, le pessime “abitudini” del passato.
Infine un auspicio per tutti i liguri: quello di una Liguria di tutti e per tutti che continui una politica di attenzione per il territorio, dalla grande città costiera al più piccolo dei paesini del nostro entroterra.


Imperia di Tutti - Imperia per Tutti

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