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Moratoria di un anno per slot e macchinette. Saluzzo contrario.

 “La legge sul gioco d’azzardo dovrebbe essere applicata, ma con ammortizzatori adeguati e incentivi che spingano a togliere le macchinette dal proprio locale”. Così il consigliere imperiese Roberto Saluzzo alla fresca notizia che, sull’applicazione della legge regionale 17 del 30 aprile 2012 sul gioco d’azzardo che doveva entrare in vigore il prossimo  2 maggio, la Regione ha deciso una moratoria di un annoLa normativa, adesso dunque in stand by, prevederebbe limitazioni pesanti da parte dei comuni, tra le quali la collocazione delle macchinette ad almeno trecento metri dai luoghi cittadini più sensibili come scuole, campi sportivi e chiese. Ovviamente chiamati in causa sono esercizi come tabaccai e bar (sembra che un terzo dei loro incassi arrivi dalle macchinette e videopoker; in provincia, secondo un nostro articolo di un anno fa, una slot machine ogni 134 abitanti, nella classifica nazionale Imperia al 25° posto). Calcolando che le slot negli esercizi pubblici della nostra regione sono oltre 12 mila (il 90%  proprio in zone a rischio ), in ballo ci sono circa 3 mila posti di lavoro. L’idea del governatore Toti è pertanto riportare sul tavolo la discussione per modificarne e ottimizzarne i punti salienti in accordo con le associazioni di categoria. Più che un problema di limitazioni, credo sia di organizzazione. -  spiega Saluzzo. – Ci sono due tipi di licenza: quelle rilasciate dal comune e altre rilasciate direttamente dalla Questura. Mentre le prime sono soggette a tutte le limitazione decise dal comune nel secondo caso nessuna normativa viene applicata. Un bell’escamotage”.Ottima pare allora la decisione del comune di Genova che attualmente, quando rilascia una concessioneper l’installazione di macchinette e slot nel proprio esercizio commerciale, nell’elenco delle verifiche richiede ben due conformità, sia comunale che della questura. “E se ogni mostro comune della provincia copiasse la regolamentazione sarebbe già un grande passo avanti nella lotta della ludopatia”.
Secondo Saluzzo, pur capendo le problematiche sollevate dalle associazioni di categoria, “con tale moratoria si continua a sottovalutare quella che è una vera piaga sociale, con costi altissimi per il recuperodelle persone che ne cadono nella rete della dipendenza (circa 38 mila euro a persona). Purtroppo a tutt’oggi è silenzio dal Ministero al quale era stato commissionata un’indagine che desse una mappatura con i numeri del problema . La dottoressa Molinari aveva iniziato a fare interviste e raccogliere dati, ma si è poi perso tutto nel nulla….purtroppo ci sono interessi immensi, primo fra tutti quello dello stato”.Il comune di Imperia, già nel 2014 probabilmente fece scuola “essendo il primo in Italia a dare dei paletti sul rilascio delle licenze, soprattutto in merito all’orario e la distanza da luoghi sensibili. La Normativa fu impugnata dal Tar dall’associazione dei tabaccai, che perse sia l’istanza che il successivo relativo ricorso”. Dal quel giorno, su quella scia molti comuni hanno adottato delibere restrittive.  “Noi, ad Imperia, abbiamo proposto una riduzione del 10% sul costo della Tari a tutti coloro che non utilizzano le macchinette nel proprio esercizio”. Quasi nessuno vi ha aderito.Il tema, sia chiaro, non deve assumere colore politico: la ludopatia è un problema serio, sempre più dilagante, che anche il Liguria conta numeri da paura. Per questo ogni individuo è chiamato alla massima attenzione, senza schieramenti di altro ordine se non quello del buon senso.

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