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Vi spieghiamo il “Testamento biologico”, al via gli incontri con la cittadinanza

 “Non si tratta di eutanasia, ma semplicemente di dare la possibilità di scegliere anticipatamente a quali cure sottoporsi o meno, quando non si sarà più in grado di esprimere la propria volontà”. E con questo spirito che Roberto Saluzzo, consigliere comunale di Imperia per Tutti e Claudio Luppi, coordinatore cittadino dello stesso movimento hanno in mente di promuovere una serie di incontri con la cittadina per aprire un dibattito e approfondire il tema del testamento biologico che è stato appena approvato dalla commissione affari sociali della Camera e portato in discussione da Pia Locatelli, capogruppo PSI a Montecitorio e coordinatrice dell’Intergruppo sul fine vita. “Il testo appena approvato dal comitato ristretto della commissione Affari sociali è molto equilibrato – dice Roberto Saluzzo – e ci auguriamo che possa essere largamente condiviso. L’obiettivo è quello di arrivare a una buona legge prima della fine della legislatura e di mettere fine al vuoto legislativo che ad oggi viene spesso colmato dalle sentenze della magistratura”. Nasce da qui la volontà di Imperia di Tutti di approfondire un tema di stretta attualità. “La legge sul testamento biologico in discussione alla Camera, come ha ricordato Pia Locatelli – dice Saluzzo – non ha nulla a che vedere con l’eutanasia, ma la partecipazione suscitata dalla recente vicenda di Fabo ci dicono che l’opinione pubblica e i cittadini vogliono risposte anche su questo tema”. Il testo di legge è composto da 5 articoli ma a far discutere è soprattutto il terzo, quello che introduce i “Dat”, le “Disposizioni anticipate di trattamento”, ovvero la possibilità per un paziente di dichiarare la volontà di interrompere la nutrizione e l’idratazione artificiale nel caso in cui si dovesse trovare in una grave situazione clinica. “Ogni persona maggiorenne – dice la legge – in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”.

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