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Antonella Viale: con il pensiero e le intenzioni rivolte al bene collettivo, ma l'attenzione rivolta ai più vulnerabili.









«Subito dopo le elezioni politiche - avevo votato centro sinistra con estrema riluttanza - sono finita dentro al paradosso comune a tante persone che hanno avuto un passato politico simile al mio. Mi sono detta: “devo iscrivermi al Pd”. Poi ci ho ripensato. Imperia di tutti mi ha fatto un favore: con la candidatura ho ritrovato una politica di sinistra, una forma di partecipazione non frustrante,» dice Antonella Viale, 61 anni, giornalista culturale e traduttrice. E aggiunge: «non è possibile vivere senza politica, con il pensiero e le intenzioni rivolte al bene collettivo, ma l'attenzione rivolta ai più vulnerabili. Nessuno si salva da solo, diceva don Gallo e quando penso a questa città frammentata e rissosa, sogno di contribuire alla ricostruzione di una comunità».
Viale ha collaborato con quotidiani e periodici nazionali e ha tradotto per case editrici alte e medio-alte. È vedova, ha un figlio di 19 anni, Battista e dice di lui: «E' una persona di cui vado orgogliosa, per come si costruisce e si evolve, più che per come lo abbiamo formato suo padre e io». Ha un semilabrador (in parte pastore tedesco) che si chiama Mackie, ha nove anni e purtroppo detesta i gatti.
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